Chi scrive non è un giurista ma un cittadino che sa questo: se si trovasse di fronte a due ladri muniti di spranghe in casa propria, non essendo cintura nera di arti marziali o combattente addestrato, probabilmente non riuscirebbe a mantenere il sangue freddo necessario e, se avesse un’arma, la userebbe.
Ermes Mattielli, l’imprenditore di Arsiero che sei anni fa ferì con una pistola due trentenni nomadi, Blu Helt e Cris Caris, che lo avevano minacciato di prenderlo a sprangate dopo essere stati trovati a rubare nel suo deposito di ferrivecchi, quella volta ebbe una reazione sicuramente spropositata, ma umana: «Ero disperato: avevo già subito una ventina di furti in tre anni. Quando me li sono visti venire contro armati di spranghe di ferro ha aperto il fuoco. Ho avuto paura, ero preso dal panico. Così ho premuto il grilletto».
Il tribunale di Schio ha rigettato la tesi di legittima difesa personale, e per aver abusato di questo diritto lo ha condannato a risarcire 100 mila euro al primo e 20 mila al secondo (entrambi sono stati condannati a loro volta per il tentato furto). L’avvocato dei due ladruncoli ha detto: «si è trattato di tentato omicidio, l’ho sempre sostenuto e continuo a sostenerlo, non c’erano gli estremi per la legittima difesa, Ermes Mattielli non era in pericolo di vita. Ha pensato di esserlo, ma non era così. È partito da casa armato e ha fatto fuoco sui due, e solo per poco non li ha uccisi».
Dalla politica è insorto un viscido coro unanime di critiche alla sentenza. Al solito, i politicastri se la prendono col giudice che altro non fa che applicare la legge. Nessuno che si sia chiesto cosa ci facesse il signor Mattielli con una pistola in casa. Perché è facile mettere sulla graticola un uomo che in quel momento, checché ne dica il legale della difesa, poteva perdere il controllo dei suoi nervi e sparare, come infatti è successo. Chi è sicuro che non avrebbe fatto lo stesso, scagli la prima pietra. Ma è il fatto di possedere un’arma da fuoco ad aver reso possibile un omicidio. Questo è il problema.
In Italia la licenza di porto di pistola viene rilasciata per uso sportivo, venatorio o, appunto, per difesa personale. Per ottenerlo occorrono certificati medici, un attestato di idoneità al maneggio delle armi, non avere gravi precedenti penali e non esser affetti da problemi psichici. Mattielli, evidentemente, era in regola. Domanda: non è che sia il caso di renderla più restrittiva, tale regola? Perché delle due l’una: se si considera, come ha fatto il tribunale, eccessivo quello sparare all’impazzata, e certamente eccessivo lo fu, lasciare una rivoltella nelle mani di una persona qualunque costituisce un rischio di per sé; se invece quel gesto estremo tanto estremo non è stato, perchè il diritto naturale a difendere sé stessi è superiore, allora andrebbe riformato il codice penale.Il magistrato Carlo Nordio ha detto bene: «Finora il concetto di legittima difesa è stato male impostato. Ci si è domandati fino a che punto è giusto reagire quando uno è aggredito in casa. Ma in un codice liberale il discorso va rovesciato e bisogna chiedersi fino a che punto lo Stato ha il diritto di punire una persona che si difende da un’aggressione che “lui-Stato” non è riuscito a impedire. È lo Stato che è inadempiente quando uno viene aggredito in casa ed è costretto a difendere da solo i propri diritti naturali».
Liberale o no, il nostro Stato, anzi qualsiasi Stato, non può fare lo schizofrenico: da una parte concede l’uso di pistole e fucili ai privati, ma dall’altra li punisce se non sanno usarle con la dovuta misura - e siamo capaci tutti di sfoggiare calma e gesso, a posteriori. Da un lato non pretende, giustamente, che un povero diavolo rinunci a difendersi, visto che al di là di norme e presidi polizieschi, l’inviolabilità della propria persona, dei propri cari, del domicilio e della proprietà, si fonda in ultima e vera istanza su sé stessi e sulla capacità di opporre violenza alla violenza. E però dall’altro lato sembra avocare a sé anche il minimo uso della forza. Se volesse essere conseguente fino in fondo, dovrebbe proibire il possesso delle armi a chiunque (eccezion fatta per militari e polizia, si capisce). Altrimenti si arriva a queste amare beffe, su cui i miserabili politicanti si avventano per fare facile demagogia.
Quindi, in conclusione: essere armati è un diritto oppure no? Rispondete all’interrogativo. È il vero interrogativo.Un articolo a tratti confuso ma che mi serve per aprire un dialogo a più mani;
riporto solo un commento lapidario di un lettore di ComeDonChisciotte:La sentenza e’ perfettamente in linea con la giurisprudenza italiana. Si puo’ reagire solo quando si e’ effettivamente aggrediti ( nella fattispecie si e’ preso almeno una sprangata) e si puo’ causare all’ aggressore ferite gravi solo DOPO essere stati gravemente feriti :-)
ragazzi la legge e’ legge …:-)Voi cosa ne pensate?
PRIMA DI COMINCIARE IL DISCORSO: i dementi che vedono nell’arma da fuoco la protesi sostitutiva del proprio pisello e si mettono a sparare a ragazzini su un isola o contro cartelli stradali in zone abitate esisteranno sempre. Privare le persone che rispettano la legge della possibilità di detenere armi significa lasciare la possibilità solamente a chi la legge non la rispetta.
Per il resto, sinceramente?
-ERANO ALL’INTERNO DELLA SUA PROPRIETA’;
-ERANO DUE CONTRO UNO;
-LO HANNO MINACCIATO;
-SPRANGHE ALLA MANO (mai visto cosa fa ai tessuti una spranga di metallo? Non c’entra nulla con una bastonata, il cranio esplode davvero, il primo effetto di una sprangata -debole- in testa è che gli occhi restano a ballonzolarti fuori appesi, ossa lunghe idem: una sprangata su un braccio e arteria brachiale e nervo radiale ti fanno ciao investiti dallo shrapnel di schegge d’omero);
io gradirei sapere dove sta nel caso specifico l’abuso di legittima difesa, avrebbe dovuto aspettare di essere menomato a vita o semplicemente morto per poter aprire il fuoco?
Qualche tempo fa chiacchierando con un ex carabiniere iscritto al mio stesso poligono gli chiesi cosa sia la cosa migliore, in rispetto alla legge, da fare se io cittadino armato sorprendessi qualcuno in casa mia. Risposta: “beh, tu che giochi a rugby prendilo e scaraventalo dal balcone, poi quando arrivano i colleghi tu spiega che sei entrato di colpo in casa, lui è scappato spaventato ma scavalcando la ringhiera è inciampato…”.
Negli USA pochi mesi fa ha suscitato clamore la notizia di Sarah McKinley, una mamma giovanissima (18 anni) che era appena rimasta vedova. Una notte due ladri hanno tentato di fare irruzione in casa sua, si scoprirà poi che erano alla ricerca degli antidolorifici che il marito di Sarah, malato terminale di tumore, assumeva. La donna dopo aver spinto un divano contro la porta ha telefonato al 911 e spiegando la sua situazione ha domandato: “ho un arma in casa, se quegli uomini riescono ad entrare posso sparare loro?”, l’operatore del 911 le ha risposto: “io non posso dirle cosa deve o non deve fare. Ma deve fare tutto quel che deve per proteggere lei ed il suo bambino”.
Sarah ha sparato, uno dei due rapinatori è morto. L’altro verrà accusato di omicidio perché negli States quando commetti un crimine sei sempre responsabile delle morti che ne derivano.
In generale, perché credo che le leggi debbano essere valutate su standard generali e non sull’onda emotiva di nessuna notizia. Non credo andrebbe rivista la legge sul porto d’armi, credo andrebbe rivista quella sulla legittima difesa: se sparo ad un intruso pericoloso (vuoi perché armato di mitra o taglierino, vuoi perché disarmato ma più pesante di me di 40Kg) che è all’interno di casa mia non sono io il colpevole: è lui colpevole di avermi obbligato a farlo. Insomma, se non mi fosse entrato in casa di soppiatto o scardinandomi un infisso io non gli avrei mai sparato.
E’ brutto da dire, ma viviamo in un Paese dove chi lavora con piede di porco e passamontagna in casa altrui è più tutelato dalla legge di chi lavora con cazzuola e mattoni sopra un impalcatura.
La legge è assurda perché lo Stato non riesce più a garantire la sicurezza. E non mi riferisco ai crimini alla Jack lo...
Ecco, io quoto al mille per mille.
PRIMA DI COMINCIARE IL DISCORSO: i dementi che vedono nell’arma da fuoco la protesi sostitutiva del proprio pisello e si...
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